Il Consueling

Educazione sessuale della coppia

Un uomo, se stimolato direttamente, impiega in media 2 o 3 minuti per arrivare all’orgasmo. Una donna invece impiega tra i 20 ed i 30 minuti. Palese, pertanto, l’importanza dei “preliminari” nella sessualità  della coppia. La felicità  sessuale non è il raggiungimento dell’orgasmo, che rappresenta l’acme, ma è il percorso che porta al suo raggiungimento.

Le zone erogene sono parti del corpo che, se stimolate, provocano un’eccitazione sessuale intensa. Sono diverse da soggetto a soggetto sia nella localizzazione che nella risposta. Pertanto, un nuovo partner deve essere considerato un territorio vergine da esplorare con un pizzico di malizia e tanta curiosità  di un bambino.

Purtroppo, in Italia, sono poche le persone che praticano il sesso libero dai condizionamenti culturali, religiose e sociali.

L’enorme libertà  sessuale, di cui godono i giovani di oggi, non è accompagnata da una buona educazione e ciò crea, prima o poi, delle spaccature all’interno delle coppie e frustrazioni a livello dei singoli.

Scelta del contraccettivo

Un altro argomento molto delicato da affrontare da parte del ginecologo, riguarda la sua partecipitazione con la paziente nella scelta del metodo contracettivo più adatto e, soprattutto più gradito per evitare gravidanze indesiderate. Il ginecologo dovrebbe illustrare tutti i contraccettivi e fornire elementi chiari che riguardano la percentuale la percentuale di fallimenti, le possibili controindicazioni e gli eventuali effetti collaterali.

Negli ultimi trent’anni sono stati registrati, in Italia, profondi cambiamenti sia nella scelta delle metodiche contraccettive nel loro complesso, sia nella disponibilità  di nuove associazioni estroprogestiniche. Il progressivo auspicato incremento dell’utilizzazione di contraccettivi efficaci potrà garantire un’ulteriore riduzione delle IVG (interruzioni volontarie delle gravidanze).

Il metodo di barriera rappresentato dal profilattico rimane la migliore protezione dalle malattie sessualmente trasmesse oltre a prevenire gravidanze indesiderate.

Gli IUD (dispositivi intra-uterini) si sono arricchiti di quelli “medicati” con progestinici. questi ultimi sono particolarmente indicati in pazienti che hanno già  avuto gravidanze e che soffrono di metrorragie di varia natura e in quelle con dolori mestruali, con minori rischi trombo-embolici legati principalmente alla componente estrogenica.

Negli ultimi anni sono state introdotte nella pratica clinica nuove vie di somministrazione, della contraccezione ormonale estro-progestinica, al di la di quella classica orale. Si tratta di vie di somministrazione a “lento rilascio”, rappresentate da quella transdermica, sotto forma di cerotto da sostituire settimanalmente, e da quella trans-vaginale, sottoforma di anello o ring, da lasciare in sede per 21 giorni.

Pro e contro della contraccezione ormonale

I pregiudizi più diffusi alla base della scarsa diffusione della contraccezione ormonale, l’Italia è quint’ultima in Europa con il 19%, oltre alla paura infondata delle possibili correlazioni tra ormoni e patologia neoplastica, i fattori limitanti la diffusione della contraccezione ormonale sono rappresentati da quelli che vengono definiti “effetti collaterali minori”: lo spotting, la riduzione del flusso mestruale, la paura di ritenzione idrica, dalla tensione mammaria, dalla cefalea, dalle alterazioni dell’umore e dalla rara riduzione della libido. Questi effetti dipendono dai dosaggi degli estrogeni, dei progestinici e soprattutto dal tipo di progestinico utilizzato. Questo è il motivo per cui diviene fondamentale la “personalizzazione” della scelta del contraccettivo orale.

Nella maggior parte dei casi, tutti gli effetti collaterali fastidiosi si attenuano nei cicli successivi.

La contraccezione ormonale è da considerarsi una delle più rivoluzionarie scoperte dell’ultimo secoclo per l’impatto scientifico, socio-culturale e psicosessuale. Essa consente, in maniera reversibile, una corretta pianificazione familiare, evitando gravidanze indesiderate e successivo ricorso alle IVG e favorendo l’emancipazione femminile con la modulazione della propria sessualità . A questo si aggiungono numerose conferme sul ruolo preventivo nei confronti di varie patologie (neoplasie, endometriosi, acne ed irsutismo, dismenorrea, sindrome premestruale, ecc.).

Non esiste un metodo contraccettivo ideale secondo la fascia d’età  della donna.

Nell’adolescente, tuttavia, l’uso della pillola estroprogestinica rappresenta il metodo più sicuro ed economico per evitare una gravidanza indesiderata e di prevenrie e curare quelle situazioni su accennate (iperandrogenismo, dismenorrea, un’imponente sindrome premestruale). Va ricordato alla giovane paziente che la pillola non protegge dalle malattie sessualmente trasmissibili o MTS.

D’altro canto l’uso della pillola diviene quanto mai appropriato nella donna in perimenopausa in virtù dell’associazione tra effetto contraccettivo e terapeutico. Nel caso di donne diabetiche potrebbe essere favorito l’uso di contraccettivi locali, come lo IUD o il profilattico, sicuramente consigliati anche nelle donne affette da ipertensione e gravi dislipidemie, specie se fumatrici.