Oncologia Ginecologica · Roma Nord
Il tumore dell'ovaio è spesso diagnosticato tardi perché i sintomi sono aspecifici. Sapere cosa cercare — e quando fare controlli — può fare la differenza.
Prenota una visita a RomaIl tumore dell'ovaio è chiamato "silent killer" perché i sintomi compaiono spesso tardi. Ma non è completamente silenzioso: ci sono segnali — spesso scambiati per disturbi digestivi o gonfiore comune — che meritano attenzione. E per le donne con familiarità o mutazioni BRCA, la sorveglianza attiva salva vite.
Il tumore dell'ovaio non ha uno screening efficace per la popolazione generale. Ma certi sintomi, soprattutto se persistenti per più di 2–3 settimane, meritano una valutazione:
Questi sintomi da soli non indicano un tumore — ma la loro persistenza inspiegata in una donna adulta merita un'ecografia pelvica e il CA-125.
Il test genetico è raccomandato in caso di: familiare di primo grado con tumore ovarico, mammario prima dei 50 anni o doppio tumore mammario; ebraismo ashkenazita (prevalenza BRCA più alta); storia personale di tumore mammario triplo negativo.
Per le portatrici di mutazione BRCA o con forte familiarità: ecografia transvaginale + CA-125 ogni 6 mesi, consulenza oncogenetica, e valutazione dell'ooforectomia profilattica dopo il completamento della parità (in genere tra 35 e 40 anni per BRCA1, 40–45 per BRCA2).
L'obiettivo è la stadiazione chirurgica completa: isterectomia totale + salpingo-ooforectomia bilaterale + omentectomia + biopsie peritoneali multiple + washing peritoneale. Nei casi a basso rischio (stadio IA G1, tipo istologico favorevole) la chirurgia è sufficiente senza chemioterapia adiuvante. Negli stadi IC o G3, e nei carcinomi a cellule chiare, si aggiunge chemioterapia adiuvante con carboplatino e paclitaxel (3–6 cicli).
Nelle donne giovani con desiderio di gravidanza e stadio IA G1 è possibile una chirurgia fertility-sparing (salpingo-ooforectomia monolaterale + stadiazione completa), da discutere in centri specializzati.
Il cardine del trattamento è la citoriduzione chirurgica completa (residuo macroscopico = 0), che rappresenta il fattore prognostico chirurgico più rilevante. Secondo le linee guida ESGO-ESMO-ESP, il percorso si articola in due strategie:
La scelta tra PDS e NACT-IDS si basa su score di resecabilità laparoscopica, performance status e staging radiologico (TC torace-addome-pelvi ± PET).
Lo standard rimane carboplatino AUC5-6 + paclitaxel 175 mg/m² ogni 3 settimane per 6 cicli. In alternativa, schemi dose-dense (paclitaxel settimanale) o carboplatino + paclitaxel + bevacizumab (ICON7, GOG-0218), con bevacizumab mantenuto fino a 15-22 cicli totali nei casi ad alto rischio (stadi IIIC-IV con residuo o NACT-IDS).
Dopo risposta alla chemioterapia di prima linea, la scelta della terapia di mantenimento si basa sullo stato di BRCA e sul deficit di ricombinazione omologa (HRD):
Il test HRD (su tessuto tumorale) e il test BRCA germinale sono oggi componenti essenziali della diagnostica iniziale, da richiedere contestualmente alla diagnosi istologica.
La gestione della recidiva dipende dall'intervallo libero da platino (PFI) e dalle terapie precedentemente ricevute. Le recidive platino-sensibili (PFI > 6 mesi) beneficiano di una nuova chemioterapia a base di platino ± terapia biologica. Nelle recidive BRCA-mutate non ancora esposte a PARP inibitori, olaparib o niraparib offrono risposte durature. Nelle recidive platino-resistenti, opzioni includono gemcitabina, topotecan, doxorubicina liposomiale pegilata, o accesso a trial clinici.
Fonte: ESGO-ESMO-ESP Consensus Conference Recommendations on Ovarian Cancer, Annals of Oncology 2024 — DOI 10.1016/j.annonc.2023.11.015
Prof. Di Donato a Roma: autore di numerose pubblicazioni come primo autore sul tumore dell'ovaio. Esegue stadiazione laparoscopica, chirurgia di debulking e follow-up oncologico. Studio a Casa di Cura Quisisana, Parioli — Roma Nord.
Lo studio si trova a Casa di Cura Quisisana, Parioli — Roma 00197. Facilmente raggiungibile da Prati, Flaminio, Trieste e tutta Roma Nord.
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